Educare i bambini ad essere 'sportivi'

06.10.2012 18:55

Lo sport è una componente essenziale per lo sviluppo psicofisico dei bambini, ma è anche importante aiutarli ad approcciare lo sport e l’agonismo in modo sano.

Come fare?

Innanzitutto vanno abituati sin da piccoli a fare attività sportiva. In questo modo cresceranno considerando lo sport come un’attività imprescindibile della loro vita e crescendo non sapranno più farne a meno!

La dimensione ludica soprattutto nelle prime fasi è indispensabile.

Per i bambini lo sport deve essere soprattutto gioco e divertimento, quindi niente costrizioni e non bisogna riversare sui figli le proprie aspettative deluse. Ogni individuo ha propri talenti e proprie abilità e bisogna aiutare i bambini a scoprire quali sono i loro. Inutile e controproducente costringere un bambino ad andare in piscina perché da giovani si è accarezzato il sogno di diventare nuotatore: è invece importante assecondare i bambini nelle loro attitudini e nei loro desideri, ricordano anche a se stessi che fare sport significa prendersi cura della propria salute, del proprio benessere e soprattutto ci si deve divertire.

No alla competizione sfrenata.

L’agonismo è una componente importante dello sport, soprattutto dopo gli otto anni, ma non bisogna caricare i bambini di aspettative, incitarli in modo ossessivo alla vittoria. Non c’è dubbio che la componente competitiva dello sport proviene dagli adulti e dai genitori: per i bambini giocare una partita di calcetto è soprattutto un momento di svago e di puro divertimento.

Un tempo lo sport non era organizzato, ma si caratterizzava soprattutto come gioco libero, nel quale i bambini potevano organizzarsi autonomamente con regole e tempi. Oggi, invece, le società sportive offrono competenze e sicurezza che prima non esistevano, ma è importante che la componente agonistica non superi di gran lunga quella ludica.

Un genitore eccessivamente tifoso può danneggiare l’autostima del bambino ed essere anche un pessimo esempio.
Chi di noi non è stato spettatore di una partita di calcetto alla quale assistevano genitori accaniti, che se la prendevano con arbitro e allenatore?

Un simile atteggiamento mina la fiducia del bambino, lo carica di frustrazione che alla fine diventa rabbia, mentre il più autentico spirito dello sport viene totalmente dimenticato.

Lo sport, invece, deve permette ai bambini di capire che nella vita spesso si perde, anche se ci si è impegnati al massimo delle proprie possibilità e i genitori hanno il compito di consolarli e aiutarli a metabolizzare la sconfitta. Un insegnamento utile, che si rivelerà utile in tanti aspetti della vita.

Inoltre i bambini di oggi sono già super-impegnati con la scuola a tempo pieno, i compiti e altre attività extrascolastiche e in tal senso un impegno sportivo eccessivo può minarne l’equilibrio, oltre che sovraccaricare il fisico. Da Paginemamma.it