EFFETTO MOZART

10.04.2013 15:06

Avrete certamente sentito parlare dell’'effetto Mozart': l’espressione, coniata nel 1991, indica l’idea che se i bambini o addirittura i neonati ascoltano la musica di Mozart, diventano più intelligenti.

Ma sarà davvero così?

Iniziamo con il dire che è nella natura di ciascun genitore provare a plasmare i gusti dei propri figli soprattutto in ambito musicale. Detto ciò, se si fa una breve ricerca in internet si trova davvero qualunque cosa a supporto dell’effetto Mozart: cd, libri e soprattutto numerose teorie.
Ciò che non si trova però è una seppur minima evidenza scientifica.

In realtà la maggior parte degli studi effettuati sul tema hanno sempre coinvolto giovani adulti. Uno di questi, ad esempio, ha coinvolto 36 studenti che dovevano completare una serie di attività mentali. Prima di ciascuna di queste attività agli studenti è stato chiesto di ascoltare in un caso un nastro di dieci minuti contenente istruzioni per il rilassamento e nell’altro dieci minuti di sonata di Mozart per due pianoforti in re maggiore.

Gli studenti che hanno ascoltato Mozart hanno ottenuto risultati migliori nelle attività che riguardavano la costruzione mentale di alcune forme e la costruzione materiale con pezzi di carta ripiegati e tagliati.
Ma dopo quindici minuti i risultati ottenuti erano uguali a tutti gli studenti che avevano partecipato allo studio. Quindi è difficile concludere che ascoltare Mozart aiuti a sviluppare un’intelligenza maggiore, si può piuttosto dire che migliora temporaneamente la capacità di manipolare le forme mentali.

Per essere ancora più precisi, studi successivi hanno dimostrato che questo effetto si ottiene con qualsiasi musica cosi come lo si può avere ascoltando la lettura a voce alta di un testo o di un capitolo di un romanzo che troviamo gradevole.

Nel 2006 è stato invece condotto in Gran Bretagna un ampio studio che ha coinvolto 8.000 bambini: alcuni hanno ascoltato dieci minuti di Quintetto per archi di Mozart in re maggiore e altri una di una sequenza di tre canzoni pop.

Ancora una volta la musica ha in generale migliorato la capacità di lavorare con forme di carta, ma è stato il gruppo che ha ascoltato la musica pop che ha avuto risultati migliori.

La conclusione è che il famoso 'effetto Mozart' è più una credenza popolare che una verità scientifica. Ovviamente l'ascolto delle melodie di Mozart non può far che bene a tutta la famiglia e può insegnare ai piccoli ad apprezzare la musica classica.

Ciò che invece sii può fare per migliorare il QI dei vostri bambini è fargli imparare a suonare uno strumento musicale. Questo si che ha un effetto benefico sul cervello. Da Paginemamma.it